La Rivoluzione vien Mangiando

Aggiornato il: giu 9

Lo scorso venerdì è stata la Giornata dell'Ambiente 2020 (https://www.worldenvironmentday.global), mentre oggi Lunedì 8 Giugno è la Giornata mondiale degli Oceani (https://worldoceansday.org), due appuntamenti dal forte valore simbolico e divulgativo necessari per innalzare la consapevolezza di tutti noi verso tematiche vissute, il più delle volte, con distrazione e superficialità o nel peggiore dei casi in modo menzognero.

Noi facciamo parte della Natura, noi siamo Natura, anche se le nostre moderne società sembrano averlo dimenticato a favore di modelli socioeconomici che considerano il nostro ecosistema solo come risorsa da sfruttare e non come le fondamenta imprescindibili della nostra stessa esistenza.

Ben vengano quindi questi eventi catalizzatori di visibilità mediatica con tutto il loro corredo di convegni, attività sociali, promozione social e via discorrendo, ma la vera rivoluzione nasce dalla quotidianità di ogni individuo quando i riflettori si spengono.


Oggi più che mai mangiare è può essere un vero atto di rivoluzione ecologica in grado di modificare in modo radicale molti degli squilibri ambientali, solo modificando la nostra alimentazione possiamo contribuire considerevolmente ad un modello di consumo più sostenibile per il Pianeta.

La produzione, il trasporto e lo spreco di cibo hanno un impatto elevatissimo sulla salute della Terra, per questo ridurre l'impatto ambientale che ciascuno di noi esercita consiste anche nell'adottare scelte alimentari più sostenibili.

Non basta quindi la sola adozione di un regime alimentare variegato, che equilibri il consumo di vegetali e di cibi di origine animale, ma i modelli di produzione del nostro cibo, sia esso vegetale o animale, incidono profondamente in termini di emissioni di anidride carbonica, di acqua e suolo consumati, di sostenibilità complessiva, così come la nostra attitudine al consumo poco consapevole, rispetto alla quantità ed alla qualità del nostro cibo, si riflette in modo proporzionale sullo spreco delle risorse naturali.

La globalizzazione dell'industria alimentare ha trasformato il nostro modo di accesso al cibo tanto che oggi la maggior parte della popolazione terrestre vive in Paesi che dipendono, almeno in parte, da cibo importato e meno di un terzo (tra l'11 e il 28%) della popolazione mondiale può soddisfare la domanda di specifici raccolti coltivando quel cibo nel raggio di 100 km, perchè molti Paesi hanno trasformato la propria agricoltura in "Export Driven Commodity" impoverendo la propria capacità di sostenibilità alimentare interna.


Il ritorno a scelte consapevoli e ragionate in ambito alimentare che si basino sui prodotti locali dei diversi territori, in rispetto della stagionalità, che privilegino lavorazioni artigianali e tradizionali prive di inutili procedure industriali di conservazione, non solo garantisce una qualità enormemente migliore del nostro cibo ma al tempo stesso consente un totale cambiamento dei parametri dell'industria alimentare verso modelli più efficienti e sostenibili.

MagnaTuscia crede fortemente in questa filosofia e crediamo anche che una piccola impresa locale come la nostra possa che promuove cibi e prodotti di eccellenza locale possa essere un piccolo ingranaggio di questo cambiamento.


#ForNature #WorldOceansDay


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